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Sognare di essere la persona che vorresti essere significa sprecare la persona che sei.
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Cerca di realizzare sempre te stesso.
Fai ciò che sei tu, segui le tue inclinazioni, perché è così che realizzi la tua felicità.
Prima di qualsiasi azione, pensa se è quel che sei tu :
se viene da te, se è un tuo desiderio oppure se ti stai limitando, conformando,
se stai facendo ciò che ti si chiede, ciò che ci si aspetta da te, o comunque
ciò che gli altri, non tu, desiderano.
Non confondere mai la giustizia con la generosità:
accontentare te stesso è atto di giustizia, accontentare gli altri è atto di generosità.
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Voglio Correre.. con tutto il fiato che ho in corpo perchè la vita è quello che respiro adesso!
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Ogni persona che ho conosciuto mi ha insegnato qualcosa di nuovo e qualcosa di vecchio. La lezione sul qualcosa di vecchio è sempre la stessa:non avvicinarti mai troppo,non affezionarti mai troppo; accontentati delle parentesi di felicità e non chiedere nulla di più,nemmeno quella sincerità,quella stabilità di cui senti tanto il bisogno o rovinerai tutto. E' l'unica lezione che non riesco a imparare,perchè è una lezione per il cuore,e il cuore non impara mai: insegnamenti,esperienza e consigli sono per la mente,non pretendere di spiegarle al cuore...
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" Prigioniera di una veglia senza tempo, in bilico tra il sospetto che esista davvero qualcosa da inseguire e l'incapacità di tagliare i fili e lasciarmi alle spalle tutto ciò che alle spalle sarebbe rimasto. E invece no. Accade così, all'improvviso, proprio quando meno te lo aspetti. Il punto esclamativo che ci fa da bussola piega la schiena e diventa interrogativo. Resta lì, immobile, affacciato alla finestra della coscienza, con il sorriso di chi attende una risposta. Possiamo voltarci dall'altra parte, fingere di ignorarlo, ascoltarlo o meno, ma non possiamo ricacciarlo là da dove è venuto. Mi ha preso in contropiede in un'ora di quelle che abitano la terra di nessuno, che divide la notte dal giorno e mi ha costretto ad aprire la carta geografica dell'esistenza, seguire con il dito le strade percorse e indagare le ragioni che, ad ogni bivio, mi hanno spinto a prendere questa e non un'altra direzione. Non fosse stato per quel palloncino che, dietro la finestra, saliva a cercare il tetto della notte, non avrei mai trovato la forza di scriverti. C'era un energia sconosciuta in quell'immagine, il richiamo irresistibile di stagioni lontane. Ha attraversato la pelle della memoria come una rasoiata, scaraventandomi nel cuore della bambina che sono stata e ricordandomi che per quello sguardo - l'unico capace di verità e stupore insiemi - ho sempre provato nostalgia. Nostalgia di una stagione nella quale riuscivamo a prendere tutto anche dal niente, il cui richiamo sale ancora più forte adesso, in questo presente nel quale riusciamo a non prendere niente nemmeno dal tutto. Sono uscita che domani dormiva ancora, incapace di spiegare che avevo bisogno di strapparmi di dosso una realtà nella quale l'evidenza soffoca e inganna. Un arrivederci, non un addio. Sarei tornata, trovata la terra di utopia, dove le cose sono come dovrebbero essere: un mondo a forma di lui. Viaggare per viaggiare senza barattare il viaggio con la meta, nè preoccupandomi del fatto di non sapere bene dove andare. Meno si sà, più si va lontano, pensavo .... Legando un' àncora e un aquilone ho tracciato la rotta, un viaggio verticale a cercare il cielo al di là del sole e la terra sotto il mare, attraversando questo abisso di luci e suoni a riempirmi gli occhi di meraviglie come se ogni secondo fosse l'ultimo, dentro il dolore amaro del non poter versare quell'abisso anche nel tuo cuore. Volevo raggiungere il tempo e fissarlo, almeno un istante, negli occhi per capire cos'è questa cosa che abbiamo creato e che ad un certo punto ci sfuggirà di mano, ci renderà schiavi e ci uccide. Ma di fronte a questa notte senza fondo, ho capito che fissare il tempo negli occhi non si può. Se siamo fortunati, riusciremo appena a scorgerne la coda che è bugiarda come l'orizzonte: più ti avvicini, più si allontana ..... Sarei potuta arrivare ovunque ma non sarei mai riuscita a sbarcare da me stessa. I ricordi sono zavorra che pesa dalla quale però non ci si può liberare. Se li lasci cadere, hai l'impressione di salire in alto, ma in realtà è un altro quello che vola al tuo posto..... Legando il palloncino mi ero illusa di poter imprigionare il sogno, senza pensare che il sogno nasce libero ed è lui che sceglie ed imprigiona noi. Possiamo farci tela per i suoi pennelli ma non ci è dato di dipingere. Possiamo lasciarlo atterrare ma non possiamo tracciarne la rotta. Deve essere libero di migrare e portare scompiglio in altri cuori e altre coscienze, solo così correremo il rischio di incontrarlo ancora e ritrovare il desiderio di partire. Così credo di aver sciolto il nodo e lasciato che volasse via e mentre lo guardo sale verso il tetto della notte, mi piace pensare che possa passare anche davanti alla tua finestra e consegnarti questi pensieri disordinati e la voglia di seguirne la scia. Chissà forse allora riusciremo a incontrarci ancora. Dopo tutto se anche tu vedi la stessa luna vuol dire che non siamo poi così lontani."

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Il rosso del cielo annuncia che un altro sole morirà questa sera e un altro nascerà domani. Osservo una mia vecchia foto e cerco l'involucro di bambina che mi conteneva in quel tempo,cerco i vecchi amori conservati nel mio cuore che sono come fiori secchi nascosti tra le pagine di un libro: sbiaditi nei colori,morti alla vita ma ancora profumati. Rileggo il diario dove ho scritto le mie emozioni con inchiostro di lacrime e di speranze e qualche volta di illusioni, trovo parole ora incomprensibili e pagine bianche....tante... Cerco quell' involucro di adolescente che mi conteneva ma trovo ora in un contenitore di donna fatto di gocce di umanità e lacrime di vita ,di cellule che nascono e muoiono ogni giorno, e mi accorgo che nella morte di ogni giorno rinasco e mi trasformo. Proprio come il sole.... ogni giorno nasce una donna diversa da ieri e differente dal domani. |
La rabbia è un po’ come l’amore: entrambi irrazionali, forti, indomabili, immensi, ciechi, folli, indefiniti, totali, coinvolgenti, travolgenti…
MA OGGI C'E' POSTO SOLO PER LA RABBIA.... TANTA!
Rabbia...un sentimento incontrollabile, senza freno, che come tante emozioni, o sentimenti, si genera per l'assenza di qualcosa, o per la necessità di un' altra altrettanto importante. La mancanza di serenità ed equilibrio porta la rabbia: un aumento costante di nervosismo che genera in noi un meccanismo esplosivo senza freni, una reazione a catena devastante. Più tentiamo di frenarla, più riflettiamo o viviamo nell' inconscio la motivazione che l'ha generata, e di conseguenza aumenta, si auto-fomenta... E' uno dei pochi sentimenti che conta su molti altri sentimenti per crescere e trasformarsi: la delusione porta rabbia, un fallimento porta rabbia,il tradimento porta rabbia,rendersi conto di aver sbagliato tutto porta rabbia, la vendetta la mantiene viva quasi in eterno e cosi via... E' complicato dominarla e l’unica cosa che pensi è che vorresti prendere il motivo della tua rabbia e cancellarlo dalla tua vita, eliminarlo…Lo so, è irrazionale e deleterio, soprattutto per se stessi, per la propria persona…ma è umano. A volte penso che dovrei trasformare la mia rabbia in indifferenza : preserverei me stessa, i miei sentimenti dal dolore; poi mi chiedo quale tra i due sentimenti sia il peggiore e sinceramente non so darmi una risposta. Egoisticamente dovrei scegliere l’indifferenza…ma io non sono egoista e preferisco soffrire per rabbia che sentire quel vuoto che spesso dona l’indifferenza. Scelta irrazionale ma umana direi…La preferisco, preferisco essere umana che arida… Oggi, se potessi, prenderei a pugni qualcuno.... più di uno!
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Mi sono ritrovata a riflettere....di nuovo...ogni tanto lo faccio, solitamente la notte, d'altronde le cose più belle o più intense si fanno sempre di notte, o quanto meno in maniera più assidua. Pensavo alla confusione che mi circorda in questo periodo, esteriormente e soprattutto interiormente.. Sono sempre stata disordinata, ma proprio di natura, adesso insieme a scarpe, vestiti e borse ho diversi pensieri, sparsi, un poco dappertutto...Non riesco a starci dietro, non riesco a metterli a posto,forse la domanda è proprio questa: hanno un posto? No,non hanno un posto. Passano i giorni che diventano mesi che diventano anni e la voglia di mettere ordine continua a non esserci. Questi pensieri diventeranno mucchi. Se guardo lontano, vedo l'infinito di me stessa che rimbalza e torna indietro spinta dalle mie stesse paure, perciò guardo più vicino quasi per terra, e mi concentro su ogni passo. Metterò a posto molte volte la camera ma i miei pensieri sparsi ...resteranno sparsi..
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Ci sono momenti nella vita in cui bisogna fermarsi per guardarsi dentro.Ci sono momenti nella vita in cui ci rendiamo conto di essere solo passeggeri distratti in un mondo pieno di cose da scoprire, ed è necessario capire se quello che stiamo vivendo ci appartiene davvero. Ci sono giornate in cui siamo soli in mezzo alla gente, momenti in cui si chiudono gli occhi sperando che , riaprendoli, tutto sia cambiato e che sia già domani, ...Nella vita di ogni persona c’è un evento che sancisce un cambiamento, un avanzamento di grado... Così ci sono momenti in cui capiamo e siamo pronti per fare un altro passo...
In ogni caso,
sono IO la tela pronta ad ospitare i miei colori: tocca a me decidere come colorare la mia vita.
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Quando non si dorme la mente corre ,e si pensa. Ho passato la notte ad autoanalizzarmi.Avevo la notte per meditare e non ho potuto evitare di ispezionare alcune stanze del mio cuore.
Fino alla notte scorsa ho sempre evitato accuratamente di farlo,probabilmente perchè temevo di scoprire dentro di me una casa piena di spiriti,con strani mostri acquattati dietro tutte le porte dalla soffitta alla cantina. E in realtà qualche mostro l'ho trovato,ma quello che più mi ha turbata è stato lo scoprire che nella stanza della mia anima ci sono molte stanze vuote,polverose e fredde.
Fin da bambina mi sono sempre difesa con rabbia e ostinazione.Ho sempre visto me stessa come un cavaliere solitario che difende un castello,perennemente in guerra con il mondo.Ma un atteggiamento del genere ha finito col tenere lontano non solo i nemici ma anche gli amici e mi ha impedito spesso di vivere la vita pienamente,una cosa che forse mi avrebbe permesso di colmare di gradevoli ricordi quelle stanze vuote e che avrebbero controbilanciato quelli negativi accatastati nelle altre stanze.
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Quando dormi non percepisci più il mondo,pur continuando ad esistere.
Dunque il mondo ti appare solo al risveglio.
Da dove viene?
Dalla tua mente.
I tuoi pensieri sono tue proiezioni.
Prima nasce il pensiero IO. Poi il mondo.
Il mondo è creato dal pensiero IO, che proviene dal Sé esterno.
Di conseguenza l'enigma della creazione del mondo è risolto...
se riesci a risolvere l'enigma dell'IO.
“Ramana Maharshi”
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"A volte si crede di essere forti, a volte ci si crede imbattibili... Il più di queste volte si ha torto, e lo sappiamo benissimo, ma non lo vogliamo ammettere, non vogliamo far saziare la nostalgia e la tristezza dell’ultimo brandello di essenza che ci rimane. Si pensa troppo ecco qual è il problema, almeno il mio, si pensa costantemente, quando si aprono gli occhi alla mattina, quando li chiudiamo alla sera, quando ci laviamo i denti, quando tratteniamo le lacrime perchè stiamo pensando a chi quelle lacrime sono dirette. Si crede di essere forti, ma non lo siamo, pensiamo che gli amici possano aiutarci che tanto prima o poi tutto passi, ma non è così, e noi lo sappiamo. Cerchiamo di mentire. Siamo tutti dei pessimi mentitori, o almeno io. Crediamo di non subire le conseguenze che gli altri decidono per noi, crediamo di essere una spanna sopra, siamo degli inguaribili creduloni, ecco cosa siamo, siamo dei bambini, e forse lo rimaniamo per le cose importanti o almeno io lo sono rimasta. Si pensa che l’amore sia fatto per sorridere, io ci ho pianto dietro. Si crede che finalmente succeda a qualcun altro, con estremo opportunismo e cattiveria, ma non accade mai . Si crede che quel sorriso sia per noi, che quel bellissimo sorriso ci sia sempre, invece no, le immagini si riflettono, e rimangono solo per un istante e ad un tratto ti ritrovi a fissare un’ombra, e le ombre ci fanno compagnia tutta la vita, ma loro non hanno sorrisi, non si riflettono, ma riflettono qualcun altro, anzi il loro contorno e poi lo riempiono di nero. Ci sentiamo forti, ci sentiamo imbattibili, “Nessuno mi fermerà !” lo pensiamo tutti e ne siamo convinti, forse riusciamo anche a convincere qualcuno, ma stiamo solo riempiendo i contorni di nero anticipando l’inevitabile. Pensiamo troppo, o almeno io lo faccio e questo mi logora. [...]"
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Qualcuno ha detto che "Ciò che non ci uccide ci rende più forti"... Io non credo che il dolore possa uccidere il fisico, ma ne' tantomeno che possa temprarlo rendendolo immune,quasi vaccinato contro la sofferenza.Credo che ogni piccola delusione,ogni ferita incida nella nostra anima ,come uno scalpellino nel legno tenero.Tanti piccoli solchi profondi,cicatrici che non bruciano più,con il passare del tempo, ma che sicurame | |